(Pubblicato sulla Rivista Rosa+Croce, Autunno 2023)

Rosa+Croce è una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine — ma impegnano solo i loro Autori — e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana.


Riflessioni sul concetto di “splendida unità” e “coltivazione della luce” in Roerich

Autore Lucy Crawford-Sandison
Rivista Rosa+Croce n.51 - Nicholas Roerich

Uno dei momenti salienti del viaggio a New York dei Gran Maestri e dell’Imperator (aprile 2023) è stata la visita al Museo istituito per mostrare le opere del mistico, artista e scrittore rosacrociano Nicholas Roerich (1874-1947). Egli fu il fondatore del Patto di Roerich, il primo trattato internazionale dedicato alla protezione di istituzioni artistiche e scientifiche e monumenti storici, firmato il 15 aprile 1935.

Il simbolo di questo patto è la Bandiera della Pace, che sta a significare “un risveglio dell’idea di Pace e Benevolenza tra tutti i popoli”. Degli esemplari della Bandiera della Pace sono stati utilizzati parecchie volte in missioni orbitali intorno alla Terra e sono stati posizionati sulla Luna, issati sulle cime di alte montagne e in molti altri luoghi remoti.

Il cosmonauta Pavel Vinogradov, partecipante al progetto della stazione spaziale Mir, ha detto: “Abbiamo issato la Bandiera della Pace sopra la Terra affinché uno spazio di cultura escluda per sempre lo spazio di guerra e inimicizia. Chiamiamo tutti i popoli e le nazioni a costruire una nuova cooperazione spirituale, scientifica e artistica”. La bandiera sventola anche all’esterno del Museo Roerich di New York. È stato un momento profondamente ispiratore vedere questo simbolo della pace mondiale sventolare lì, e anche vedere da vicino i dipinti di Roerich.

Desidero condividere con voi una riflessione su alcune delle profondità delle idee mistiche di Roerich, in particolare le riflessioni sui concetti di Splendida Unità e Coltivazione della Luce da lui proposti. Nei suoi scritti su questo argomento, così come nelle sue opere d’arte, la Splendida Unità sembra essere un modo di esprimere l’interconnessione di tutta la vita, sia fisica che spirituale, e quindi include la co-creatività della vita della nostra anima. Questa unità orchestra il modo in cui la luce opera ed è “messa in scena” come una sinfonia in tutta la creazione, sia su piani visibili che invisibili, compresa la luce che scaturisce dalle opere creative ispirate dell’umanità.

Rivista Rosa+Croce n.51 - Splendida unità

In termini rosacrociani, la Splendida Unità potrebbe anche significare un’orchestrazione supremamente intelligente di una moltitudine di leggi cosmiche, qualcosa che fornisce unità in mezzo alla diversità, o ordine in mezzo alla complessità, e che è costantemente connessa con la saggezza divina che risiede in un regno eterno immutabile con una sorgente infinita. Roerich allude al fatto che questa bellissima interconnessione è percepita sempre di più quando sviluppiamo una profonda riverenza per “la Luce” dentro e intorno a noi.

Probabilmente non intende la luce fisica come vista attraverso gli occhi dei nostri sensi oggettivi ordinari; essendo un mistico, allude all’esperienza di una luce spirituale osservata attraverso le percezioni della coscienza dell’anima o del sé interiore, quegli “occhi dell’anima” a cui i Rosacrociani si riferiscono come analoghi ai sensi dell’anima-personalità o del Maestro interiore. Misticamente percepita, la luce è sperimentata come residente nella natura spirituale di un’altra persona o essere vivente, o come un’essenza divina onnipresente in tutta la natura cosmica, che pervade il mondo naturale.

Inoltre, Roerich credeva profondamente nel potere della “luce dell’arte” per creare in noi le condizioni per la nostra espressione della forma più alta di vita, che è l’amore universale verso tutta la creazione. Afferma nel suo libro Beautiful Unity:

«Le porte della “sorgente sacra” devono essere spalancate per tutti, e la luce dell’arte influenzerà numerosi cuori con un nuovo amore. All’inizio questo sentimento sarà inconscio, ma dopo purificherà la coscienza umana, e quanti sono i giovani cuori che stanno cercando qualcosa di reale e bello! Quindi, dateglielo.»

La cultura come venerazione della Luce

Rivista Rosa+Croce n.51 - Venerazione della Luce

Già negli anni ’30 Roerich sentiva che stava arrivando un momento in cui avrebbe dovuto iniziare a emergere una nuova forma di cultura, una cultura fondata sulla “venerazione della luce”. Immaginate per un momento cosa potrebbe significare! Naturalmente, la venerazione della luce non è un’idea nuova. Fin dall’antichità, la luce è stata associata alla divinità ed è stata venerata; per estensione, è venuta a simboleggiare bellezza, verità e bontà.

Nell’antico Egitto, la Luce Divina era rappresentata simbolicamente in varie forme lungo migliaia di anni. Le differenti forme di sacerdozio di quei tempi avevano molti nomi per la luce sacra: “l’occulto”, che era l’Amon; la mente del creatore, che era la luce di Atum, o Re. La luce dell’alba cosmica era Khepren, che probabilmente simboleggiava un perpetuo “divenire”. Il sole vivificante visibile che conosciamo era chiamato Ra, mentre i raggi vivificanti e amorevoli del sole, come un’essenza d’amore, erano l’Aton.

Gradualmente vediamo un’evoluzione del modo in cui la luce viene venerata: dall'essere nascosta nel caos informe dell’oscurità raccoglie calore e densità, viene indotta a esistere nello spazio e nel tempo, veicolando leggi e informazioni che si ordinano continuamente attraverso la relazione sole-terra-luna, fino a divenire partecipe dell’intelligenza nelle forme viventi. Si crea una connettività intima, come se le braccia del “portatore di luce” si estendessero per abbracciare tutte le creature con bellezza e amore. È la manifestazione della triade Luce, Vita e Amore dall'unità eterna.

Cocreatività tra l’umanità e la Luce

Rivista Rosa+Croce n.51 - Cocreatività con la Luce

L’approccio di Roerich suggerisce un’ulteriore e fondamentale fase di co-creazione tra l’umanità e la luce. Si tratta di uno scopo elevato, indispensabile per garantire una futura civiltà di pace. Sebbene abbia collegato i principi della splendida unità principalmente all’arte, le sue riflessioni indicano una vera elevazione collettiva della coscienza umana attraverso un processo creativo che attinge alla “sinfonia dei sensi”.

Ad esempio, Albert Einstein fu in grado di sintetizzare una complessità cosmica nella celebre formula E = mc² proprio attraverso intuizioni di natura estetica e contemplativa. Egli stesso raccontava che la sua immaginazione si librava nei momenti in cui suonava il suo amato violino Lina o quando contemplava il firmamento. L'emozione musicale e la vastità delle stelle si integravano con i modelli matematici producendo un afflusso di immensa chiarezza: quello che definì “il pensiero più felice della mia vita”. Forse fu proprio una rivelazione di quella splendida unità di cui parlava Roerich.

«Ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne abbia sognate la nostra filosofia. La finestra su questo mondo di sogno è aperta dal genio. Non si tratta semplicemente di persone super intelligenti: soprattutto, vedono schemi e creano connessioni che sono al di là della comprensione del resto di noi.»
— Carlo Rovelli

L’importanza dell’immaginazione e il processo artistico

Rivista Rosa+Croce n.51 - Il processo artistico

Dopo aver riflettuto sul termine “splendida unità” e aver contemplato i dipinti di Roerich, ho percepito con urgenza l’importanza dell’arte per affinare la nostra natura spirituale. In un mondo dominato da schermi e ritmi frenetici, non dobbiamo dimenticare il valore della quiete e del raccoglimento. I processi creativi non riguardano solo la pittura: abbracciano la musica, la scienza, la filosofia e la vita quotidiana.

Lo spazio in cui ha luogo questa sinfonia è un allegorico “tempio mistico interiore”, in cui le percezioni interiori si fondono con la sensibilità oggettiva. Roerich ha dichiarato: “Per essere in armonia con il ritmo crescente della vibrazione della vita, dobbiamo usare le ali veloci dell’immaginazione”.

Rivista Rosa+Croce n.51 - Raccoglimento interiore

Vi incoraggio quindi a isolarvi di tanto in tanto dalle continue distrazioni tecnologiche e a fare spazio alla vita creativa dell'anima. Trovate un luogo privilegiato per il raccoglimento: sotto un albero maestoso, in un angolo tranquillo della casa o nel vostro Sanctum domestico. Sperimentate la scrittura o il disegno per percepire come la creatività della Mente Cosmica fluisca spontaneamente attraverso la vostra espressione personale.

Luminosità, luminescenza e illuminazione

Rivista Rosa+Croce n.51 - Luminosità e Maestri spirituali

Osservando da vicino le tele di Roerich, si nota una speciale luminescenza nella roccia e nelle montagne, mentre aloni di luce radiante avvolgono le figure umane. In molte opere compare il fuoco sacro, simbolo della scintilla divina e della trasmutazione dell'anima. Molte scene sembrano annunciare nuovi stati di coscienza sotto lo sguardo vigile di un collegio di Maestri spirituali.

Questo aspetto riflette intimamente le esperienze della moglie Helena Roerich, che Nicholas definiva “colei che guida”. Helena fu scrittrice feconda, fondatrice dell’Istituto Urusvati e ispiratrice dell’Agni Yoga nella valle di Kullu, in India, operando sempre con straordinaria riservatezza.

Immaginiamo una civiltà che consideri la venerazione per la Luce come il vertice di ogni autentica cultura: “La cultura è l’amore che nasce dalla massima riverenza per la vita, la quale nasce dalla massima riverenza per la luce”. La radice etimologica di cultura richiama il latino colere: prendersi cura, custodire, coltivare con amore. Come una foresta armoniosa protegge i nuovi germogli filtrando la giusta quantità di luce, così una comunità basata sulla cura reciproca consente all’anima di sbocciare nella sua pienezza.

Cosmogenesi e prima luce

Rivista Rosa+Croce n.51 - Cosmogenesi

La cosmologia moderna insegna che l’universo ebbe origine circa 13,8 miliardi di anni fa dal Big Bang, emergendo da un punto singolare oltre il tempo e lo spazio. I filosofi di ogni tempo e i mistici rosacrociani hanno ravvisato in quell’oscurità originaria immanifesta la sorgente della Prima Luce, custode delle verità eterne di Verità, Bellezza e Bontà.

Rivista Rosa+Croce n.51 - I mistici coltivatori

Dall'inizio dell’esistenza spazio-temporale, la splendida unità guida l'evoluzione attraverso l'interazione delle tre grandi forze ontologiche: l'energia dello Spirito, la Forza Vitale e l’Anima Universale. Questa triade si manifesta nella natura attraverso ecosistemi interconnessi, dove ogni elemento coopera alla stabilità dell'insieme.

I mistici coltivatori

I mistici coltivatori sono coloro che, come i coniugi Roerich, hanno operato per risvegliare negli altri le qualità dell’anima attraverso il valore spirituale dell’arte. I loro viaggi attraverso l'Asia e l'Himalaya non furono semplici esplorazioni geografiche, ma veri pellegrinaggi interiori mirati a cogliere l'anima sacra dei luoghi e a trasmetterla all'umanità.

Evoluzione o stagnazione: ispirazione, immaginazione, intuizione

Cito in conclusione le parole del primo Imperator dell'AMORC, Harvey Spencer Lewis:

«L’evoluzione umana è il risultato dell’ispirazione cosmica, dell’immaginazione umana e della creazione mentale divina, ma quando manca la facoltà centrale di queste tre e non si permette all’immaginazione di svilupparsi, non la si usa, l’essere umano ristagna e diventa schiavo del passato e vittima del presente.»

Queste parole sono un monito prezioso per non farci assorbire dalle mere abitudini materiali. Lasciamo che la nostra immaginazione prenda il volo, affinché la coscienza dell'anima trovi piena espressione sulle pagine e sulle tele che attendono la nostra ispirazione.