Scarica il PDF(pubblicato sulla RivistaRosa+Croce, Autunno 2025) Rosa+Croceè una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine - ma impegnano solo i loro Autori - e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana. |
AutoreAlessandro Breazzano — F.R.C.
Già docente di Italiano, Latino e Storia

Michael Maier (Rendsburg, 1568 – Magdeburgo, 1622) fu autore di numerose opere alchemiche e rosacrociane, parecchie illustrate con la stampa di simboli di grande bellezza. Tra queste Arcana Arcanissima (1614), Atalanta Fugiens (1617), Silentium Post Clamores (1617), Symbola Aurea Mensae Duodecim Nationum (1617), Themis Aurea (1618). Divenne medico e si interessò di alchimia. Seguì la religione luterana. Lavorò a Koenigsberg e Danzica come medico e prima dell’anno 1600 fu a Praga alla corte dell’imperatore Rodolfo II e cancelliere. Fu poi in Sassonia, in Inghilterra alla corte di Giacomo I e ad Amsterdam. Poi fu medico alle corti di Assia e poi di Magdeburgo. Ritornato alla corte imperiale fu nominato conte palatino, carica di ufficiale imperiale che esercitava supervisione sulle università e conferiva gradi di dottorato e titolo di poeta laureato. L’Atalanta Fugiens è un testo multimediale, con la presenza dello scritto, delle illustrazioni, della musica e del canto. Ovviamente è differente da come

oggi si può avere tutto su un dispositivo elettronico: leggere, vedere, sentire il canto e la musica. All’epoca la gente era abituata alla lettura ad alta voce e chi era pratico di musica poteva “sentire” dentro di sé il canto e il suono, cosa molto diversa da come siamo noi abituati ad una lettura silenziosa e talvolta corsiva, quando saltiamo parole e periodi pur di sapere come va a finire. Tutta la tradizione medievale, invece, produceva manoscritti con testo e illustrazioni, talvolta anche con indicazioni corali e musicali. Anche nella Divina Commedia vi sono parti in cui Dante, per esempio, descrive scene rappresentate su bassorilievi e indica l’inizio di un inno; ciò consentiva al lettore di vedere e cantare l’inno. La musica di Maier inoltre è considerata la base della musica flexanima, cioè commovente, che comincia a comporsi nel XVII secolo e che intende collegarsi a diversi aspetti culturali. Maier si ispira ad un mito, quello di Atalanta, vergine cacciatrice, devota a Diana, veloce nella corsa, che accetta di sposare solo colui che riuscirà a superarla nella corsa. Atalanta partecipa, unica donna, alla caccia del cervo di Calidonia insieme a Meleagro e altri cacciatori, ed è la prima a vibrare il colpo mortale. Ippomene, su consiglio di Venere, ottiene tre pomi o mele d’oro, provenienti dal giardino delle Esperidi. Durante la corsa le getta una per volta, Atalanta si ferma per raccoglierle ed è vinta dall’altro che sposa. Ovviamente le mele d’oro sono l’oro alchemico e l’unione dei due il matrimonio alchemico. La copertina del libro con i disegni rappresenta tutta la vicenda. In alto il giardino delle Esperidi con le tre custodi (Egle, Aretusa, Espertusa) e il

serpente. Sul lato sinistro Ercole che in una sua fatica prende le mele d’oro. Sul lato destro Venere che consegna le mele a Ippomene. In basso a
Traduzione del testo di copertina
La fuga di Atalanta, cioè i nuovi simboli alchemici sui segreti della natura, adatti sia agli occhi e all’intelletto con figure incise in rame con l’aggiunta di sentenze, epigrammi e note, sia alle orecchie e alla ricreazione dell’animo, con 50 fughe musicali a tre voci di cui due corrispondono ad una semplice melodia adattissima a cantare distici; da vedere, leggere, meditare, comprendere, apprezzare, cantare, ascoltare. Autore Michele Majero, conte del consiglio imperiale, dottore in medicina, cavaliere, ecc. In Oppenheim dalla tipografia di Gerolamo Gallero a spese di Giovanni Teodoro De Bry 1618.
sinistra la corsa con Ippomene che le fa cadere e Atalanta che le raccoglie. In basso sul lato destro gli sposi si uniscono nel tempio di Cibele, la grande madre degli dei, detta anche la grande Artemide, che li trasforma in leoni da aggiogare al suo carro. L’isola delle Esperidi col relativo giardino si credeva posta a Occidente del mondo antico a simboleggiare il tramonto e la trasformazione della persona come rinascesse dopo la morte fisica o quella simbolica. Ottenere i pomi non era facile: occorreva superare il serpente guardiano. Si dice che vi riuscì Ercole con un inganno (con l’aiuto di Atalante, che sostituì per qualche tempo a sostenere il Mondo). Ippomene è privilegiato perché li ottiene grazie a Venere; con questo agente alchemico può realizzare il matrimonio. Esiste un’altra versione, diversa da quella seguita da Maier, che Venere prelevò le mele d’oro dalla corona di Dioniso; e per questo avessero una carica erotica che colpì Atalanta. In effetti il libro di Maier è alchemico, e i canti che vi propone sono divisibili in tre parti corrispondenti a Atalanta fugiens (Atalanta che fugge, o la fuga di Atalanta), Pomum morans (il pomo che fa indugiare, o l’indugio per il pomo) e Hippomenes sequens (Ippomene che insegue o l’inseguimento di Ippomene). Meier presenta cinquantadue illustrazioni con il testo, il canto e la musica.
Come esempio, presento il primo emblema:
Emblema I
Il vento lo portò nel suo ventre Portavit eum ventus in ventre suo Portavit eum ventus in ventre suo Epigramma I L’embrione ch’è nel ventre ventoso di Borea chiuso, Se vivo un dì vedra la luce, può egli sol degli eroi l’opre universe Superar con arte, mano, mente e corpo forte. Non ti sia un Cesarone, né inutile aborto, Né un Agrippa, ma nato sotto fausta stella.
