(Pubblicato sulla Rivista Rosa+Croce, Autunno 2025)

Rosa+Croce è una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine — ma impegnano solo i loro Autori — e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana.


I segni del nostro sviluppo spirituale

Autore Claudio Mazzucco — Imperator
Rivista Rosa+Croce n.55 - I segni del nostro sviluppo spirituale
«L’uomo è una cosa imperfetta che tende incessantemente a qualcosa di migliore e più grande.»
— René Descartes (Cartesio)

Rifletteremo sul processo di crescita dell’essere umano partendo dalle parole di Cartesio, filosofo e matematico rosacrociano. Egli è considerato dagli studiosi il fondatore della filosofia e della matematica moderna. Gli studenti ricorderanno, tra le altre cose, il sistema di coordinate cartesiano e nella filosofia il suo famoso Discorso sul metodo, del quale ricordiamo la celebre massima “Cogito ergo sum” (Penso, dunque sono).

Rivista Rosa+Croce n.55 - I segni del nostro sviluppo spirituale

L’aspetto della crescita che a noi interessa è quello legato alla nostra natura spirituale, a ciò che costituisce la conoscenza di cosa siamo, di cosa “è” in noi, del senso della nostra esistenza. Crescere, in questo senso, significa [riconoscere ciò che abbiamo sem]pre avuto sotto i nostri occhi, ma che per infinite cause non riuscivamo a vedere?

Lo scrittore russo Čechov diceva che “l’uomo diventerà migliore quando gli avremo mostrato com’è”. Di solito ci riferiamo a questa conoscenza interiore come a un “vedere”, a una “visione”, proprio come facevano gli antichi greci, per i quali la Conoscenza Suprema era un autentico “vedere”, e questo non è casuale.

Per ora a noi basta riflettere sul fatto che il nostro camminare sulla Via richiede un passo lento ma sicuro se vogliamo arrivare lontani. Una corsa affannata verso la meta renderà il nostro sforzo vano, perché presto ci stancheremo e abbandoneremo la Via per qualche sogno o illusione.

Quali elementi possiamo considerare come segnali di un nostro progresso o di un nostro avvicinamento a “qualcosa di più grande e perfetto”? Sarà la capacità di proiettarci psichicamente in luoghi lontani? Sarà lo sviluppo di facoltà terapeutiche? Sarà la telepatia? Cosa considerereste come elemento distintivo di un progresso spirituale?

Il Rosacrocianesimo sottolinea che tutte le caratteristiche sopra elencate possono essere la conseguenza di uno sviluppo spirituale, ma non necessariamente. A volte un profondo squilibrio psichico può portare a fenomeni detti “paranormali”, e questo certamente non è ciò che desideriamo né tantomeno quanto è auspicato dai nostri insegnamenti.

Il nostro Ordine sottolinea invece che una sorta di elevazione morale è il vero segno distintivo del progredire nel percorso: una raffinazione della sensibilità etica di una persona, che le permette di valutare con più discernimento la propria posizione nel mondo, la sua relazione con gli altri, con se stessa e con la natura che la circonda.

«Ci avviamo verso una condizione migliore quando pratichiamo la cortesia, il rispetto per ogni essere vivente, la cura del linguaggio.»

Morale, in questo caso, è intesa come livello di limpidità con la quale ascoltiamo la voce interiore della coscienza, quella che ci guida incessantemente verso il bello, il buono e il vero, ma dalla quale una certa struttura del vivere contemporaneo rischia di allontanarci progressivamente.

Se osserviamo varie personalità della storia, sia quelle che hanno dato molto al genere umano in termini di generosità e altruismo, sia quelle che hanno prodotto danni inconcepibili per crudeltà e ingiustizia, quali differenze possiamo notare? In tutti i casi parliamo di individui fisicamente completi, con un organismo biologico funzionante, in grado di pensare e agire, ma che hanno prodotto esiti diametralmente opposti.

Dal punto di vista rosacrociano, la differenza risiede nel grado di evoluzione dell’anima-personalità e nella conseguente capacità di ascoltare la voce della coscienza. In poche parole, una differenza sul piano del senso morale.

Cortesia, rispetto per ogni essere vivente, cura del linguaggio, capacità di non alterarsi di fronte alle oscillazioni che la vita ci riserva, visione ottimistica, riflessione continua che rifugge il dogmatismo, attenzione premurosa per gli anziani e un rapporto equilibrato con la materia per non diventarne schiavi: sono queste le caratteristiche autentiche che segnalano la via da percorrere “incessantemente”, come insegnava Cartesio, verso una condizione sempre migliore e più elevata.