(Pubblicato sulla Rivista Rosa+Croce, Autunno 2025)

Rosa+Croce è una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine — ma impegnano solo i loro Autori — e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana.


Le facoltà psichiche dei bambini

Autore Harvey S. Lewis — Imperator dell'A.M.O.R.C. dal 1915 al 1939
«È importante incoraggiare i bambini a vedere e a sentire le impressioni psichiche.»
Rivista Rosa+Croce n.55 - Le facoltà psichiche dei bambini

I bambini mostrano manifestazioni delle loro facoltà psichiche già a un anno di età, e tali facoltà sono molto sviluppate. Nei primi anni della vita di un bambino la visione materialistica del mondo non ha ancora iniziato a esercitare la sua influenza ostativa. In effetti, la mente del bambino è naturalmente influenzata dalle forze psichiche e si può affermare con sicurezza che nei primi cinque anni di vita il bambino vede e sperimenta una maggior quantità di percezioni sottili attraverso le sue facoltà psichiche di quante ne veda o senta attraverso le sue facoltà materiali e oggettive.

Per lui il mondo è almeno per metà psichico e per metà materiale, e il mondo psichico è reale e altrettanto naturale di quanto il mondo oggettivo appare alla maggior parte degli adulti. È per questo che i piccoli si interessano naturalmente alle favole e alle storie che contengono ciò che alcuni adulti derubricano come sogni della fantasia. Non è difficile raccontare una storia di fate e di figure parzialmente trasparenti che si muovono o fluttuano nello spazio, o di mondi e terre meravigliose che sono visibili nei cieli, perché il bambino vede costantemente tutte queste presenze librarsi attorno a sé. Ha visioni splendide di regni fatati di cui noi, in età adulta, non conserviamo memoria, a meno che non abbiamo risvegliato le nostre facoltà interiori.

Molti bambini che sembrano immersi nel silenzio e in profonde fantasticherie mentre giocano sono in realtà in sintonia con condizioni psichiche che stanno osservando, studiando e forse analizzando. Il primo grande shock che sperimentano è la graduale consapevolezza che gli adulti che li circondano, e soprattutto i genitori, non vedono e non sentono le stesse cose. Lo shock successivo sopraggiunge quando iniziano a condividere le cose straordinarie che percepiscono: gli adulti dicono loro che si sbagliano, che queste cose non esistono e che si tratta soltanto di fantasia. In questo caso, la mente del bambino si trova di fronte al dilemma se credere ai genitori — convincendosi di aver immaginato cose false e inesistenti — oppure credere che i genitori si sbaglino e che la propria percezione sia veritiera.

«Giustizia, verità, tolleranza, pace: cose semplici da insegnare alla mente del bambino.»

Tutti noi conosciamo abbastanza la psicologia infantile per capire che il bambino sviluppa una fede sorprendente e incondizionata nell’integrità, nella saggezza e nelle capacità dei genitori, guardando a loro come a divinità protettrici. È per lui sconvolgente scoprire che gli adulti possano ingannarlo o mentirgli. Con una tale predisposizione fiduciosa, è naturale che i bambini accettino la parola dei genitori come legge suprema e inizino a dubitare delle proprie impressioni quando viene detto loro che le fate e le cose invisibili o eteree che hanno visto non esistono.

Come ho detto, questo è un profondo trauma per la mente infantile, che aveva edificato certezze sulle manifestazioni percepite. Ora si trova di fronte all’arduo compito di smantellare il proprio universo psichico, negandolo, reprimendolo e cancellandolo dalla coscienza. È esattamente come se a noi adulti venisse chiesto di distruggere o negare improvvisamente metà della realtà materiale in cui confidiamo.

Rivista Rosa+Croce n.55 - Educazione e infanzia

Quando da adulti studiamo le leggi psichiche e apprendiamo i principi autentici della natura, non dobbiamo cancellare dalla nostra coscienza il mondo sensibile, ma ci limitiamo a comprenderlo nella sua giusta dimensione ontologica. La mente del bambino, invece, è costretta a sopprimere bruscamente una dimensione che per lei era viva e tangibile. Quando cresce abbastanza da interagire con i coetanei a scuola o nei parchi, subisce ulteriori delusioni vedendo gli altri negare ciò in cui credeva, venendo gradualmente assorbita dal paradigma materialista.

Sappiamo per esperienza che reprimendo le percezioni sottili e interrompendo la sintonia interiore, le facoltà psichiche si assopiscono progressivamente fino a cessare di manifestarsi. Per questo motivo, in età adulta incontriamo grandi fatiche nel riattivare una recettività paragonabile a quella spontanea dell'infanzia.

I genitori dovrebbero incoraggiare i loro figli a coltivare e comprendere le impressioni psichiche. Conosco bambini a cui, quando venivano messi a letto in una stanza buia, veniva spiegato con naturalezza che presenze benevole e forze armoniose del Cosmico vegliavano su di loro, visibili sia di notte che di giorno. Questi bambini imparavano ad attendere il sonno con serenità, permettendo alla Coscienza Cosmica di rischiarare la stanza con bagliori di luce e visioni armoniose.

«Nel lavoro di educazione dei bambini risiede la salvezza delle generazioni future.»

Quando il fanciullo cresce considerando questi fenomeni come eventi naturali non ne diventa fanatico, come invece potrebbe accadere se si tentasse di imporre tali concetti in età adolescenziale. Egli impara a custodire con riserbo le proprie esperienze, condividendole solo con chi dimostra sincera comprensione. Questa armonizzazione interiore favorisce la salute fisica, acuisce l’intuizione, agevola l'apprendimento e sviluppa la capacità di interpretare con chiarezza le prove dell'esistenza.

I principi di giustizia, verità, amore, tolleranza, pace e salute sono nozioni semplici e limpide da trasmettere ai più piccoli, aiutandoli a concepire una Divinità amorevole e misericordiosa. È questo l'alto compito affidato ai genitori: in questa opera educativa risiede indiscutibilmente la salvaguardia delle generazioni venture e la nascita di una società più fraterna e consapevole.


Rubrica

La voce della gioventù

La testimonianza di Jamil (Afghanistan)

Siamo grati di poter condividere alcune riflessioni di Jamil, 27 anni, proveniente dall’Afghanistan. Vive in un villaggio remoto sulle montagne a circa 400 km da Kabul, terra in cui la sua famiglia risiede da generazioni. Utilizziamo uno pseudonimo a tutela della sua incolumità, data la complessità e la censura del contesto locale.
La voce della gioventù - Jamil

Il mistero e il significato della vita

Nel cercare il mistero e il senso profondo dell'esistenza ho compiuto molte ricerche, concentrandomi sulla natura autentica dell'essere umano. Attraverso questo percorso ho scoperto in rete un articolo sul significato della vita scritto da un membro dell’AMORC: compresi subito di aver trovato la mia strada e nel 2022, all’età di 25 anni, mi iscrissi alla Gran Loggia di Lingua Inglese per l’Australasia.

A quel tempo le monografie digitali non erano ancora accessibili: dovevo intraprendere un lungo viaggio fino in India per consultare i testi cartacei inviati per me, poiché in Afghanistan quel materiale sarebbe stato censurato esponendomi a gravi pericoli. Da quando è disponibile il formato digitale percorro circa 400 km in moto — due giorni di cammino impervio attraverso le montagne fino a Kabul — per disporre di una connessione internet stabile e scaricare gli insegnamenti.

A causa di queste condizioni, quando mi trovo nel mio villaggio dove mancano corrente ed elettricità stabili, mi affido alla memoria e alla visualizzazione interiore. La notte siedo sotto le stelle a meditare su quanto appreso. Non potendo allestire un Sanctum fisico nella mia dimora, ricreo ogni spazio sacro attraverso l'immaginazione: ciò mi permette di sperimentare gli stessi stati di comunione degli studenti rosacrociani di tutto il mondo.

Il nostro villaggio, fatto di semplici case in mattoni d'argilla in un clima arido, è sopravvissuto pacificamente per secoli grazie all'accesso a un torrente montano e a sorgenti sotterranee concesse nel 1725. Oggi la forte instabilità politica locale minaccia questa serenità: villaggi confinanti cercano di impossessarsi delle nostre risorse idriche con le armi. Come mistico, mi trovo di fronte a un profondo dilemma morale: come difendere la mia comunità quando la sopraffazione è considerata la norma? Per me la pace ha un valore supremo; il mio sogno è essere uno scrittore e traduttore filosofico.

Equilibrio materiale e spirituale

«Sono felice di avere più spiritualità nella mia vita. Questa ricchezza spirituale mi sta portando molta pace.»

Prima di entrare nell’Ordine, tutte le mie inquietudini giovanili scaturivano dal confronto con la vita altrui e dal peso delle privazioni materiali quotidiane. Mi chiedevo, ad esempio: “Perché altri possiedono aerei privati o grandi fortune e io no?”.

Attraverso gli studi rosacrociani ho maturato una nuova serenità interiore, dicendomi: “Possono possedere grandi ricchezze esteriori, ma avere centinaia di problemi interiori, soprattutto se sono prigionieri del denaro”. Ho compreso l'importanza fondamentale di stabilire un equilibrio armonioso tra sfera materiale e dimensione spirituale.

Per anni ho desiderato intraprendere una carriera indipendente come scrittore e traduttore di lingua persiana, ma le limitazioni del contesto e i doveri verso la mia famiglia richiedono un sostentamento sicuro. Avevo immaginato che la mia vita sarebbe stata un’attività auto-[finanziata e autonoma...]